Crossing Souls
Non è facile inquadrare un titolo come Crossing Souls: all’apparenza sembra l’ennesimo titolo indie con una grafica pixellosa che farà la felicità di nostalgici di epoche mai vissute e di orde di hipster. In realtà però ha un paio di assi nella manica che potrebbero incuriosire anche il più scettico dei gamer.
Crossing Souls è un’avventura bidimensionale ambientata in California nel 1986: questo primo dato spiega gran parte dello stile adottato dai ragazzi spagnoli di Fourattic: il loro progetto è permeato da un’aurea così anni ’80 da sembrare essere uscito proprio da quegli anni. Persino i video sono stati realizzati con dei cartoni animati con lo stile dell’epoca e con un effetto da videocassetta rovinata negli anni.
In Crossing Solus controllerete un gruppo di ragazzi che durante l’estate trovano nella foresta un misterioso artefatto che ha, ovviamente, dei poteri speciali. Non sappiamo infatti in quali circostanze, ma un ragazzo fantasma entra in contatto col gruppo e proprio questo incontro è alla base del gameplay del gioco. Mentre esplorate gli ambienti urbani (scuole, strade, quartieri periferici, ecc) potrete in qualsiasi momento passare dal piano dei vivi (dove potete controllare uno alla volta uno dei 4 personaggi) a quello dei morti, esplorabile attraverso il vostro amico fantasma. Nel mondo dei morti troverete alcuni spiriti in grado di darvi indicazioni o potreste avere anche la possibilità di passare attraverso scorciatoie non raggiungibili dai vivi.
A parte queste dinamiche interessanti, ma sicuramente non innovative, Crossing Souls offre dei combattimenti molto semplici e sembra in realtà voler affascinare più con la sua storia misteriosa e con la sua ambientazione particolare. Forse è presto per dire se questo è tropo poco o è sufficiente, ma non ci resta che aspettare l’uscita su PC, Linux, PS4 e PS Vita per vedere se Crossing Souls ha della stostanza oltre che tanto stile.
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